Politica

“L’Ospedale di Gemona non sarà un poliambulatorio”.

Abbiamo inviato alcune domande alla Presidente Serracchiani per cercare di fare chiarezza sugli obiettivi della legge di riforma e, in particolare sugli intendimenti dell’amministrazione regionale riguardo all’Ospedale San Michele. Le sue risposte confermano i cambiamenti di funzione previsti dal testo di legge, pur con la gradualità della loro messa in atto.

 

Serracchiani okCominciamo con una domanda di ordine generale, ma che va al cuore del tema riforma: grazie a questa riforma sanitaria quale sarà per i cittadini friulani, in particolare dell’Alto Friuli, il miglioramento nella risposta al loro bisogno di salute?

Il miglioramento per tutti i cittadini sarà determinato dall’organizzazione sanitaria di prossimità, ovvero vicina ai cittadini, che dovrà consentire loro di non dover utilizzare gli ospedali per tutte le problematiche che oggi assorbono il 70% delle richieste di sanità. In particolare le problematiche tipiche degli anziani, le patologie croniche, le disabilità. E’ un errore pensare che siano gli ospedali a poter provvedere a certe patologie. Gli ospedali si devono occupare solo dei problemi acuti e gravi e per fare questo devono avere tutti i requisiti di qualità e sicurezza e noi garantiremo questo.

Per quanto riguarda Gemona, il testo preliminare di legge prevede la riconversione dell’ospedale San Michele a Presidio per la salute. Rispetto alle modalità di questa riconversione, sui mezzi di informazione si rincorrono voci confuse, che spesso attribuiscono anche a lei informazioni contradditorie. Molti (cittadini, comitati, amministratori) hanno tradotto queste linee programmatiche in: “L’Ospedale di Gemona viene chiuso e trasformato in un poliambulatorio”. Può chiarire ai gemonesi quali sono i reali intendimenti dell’amministrazione regionale?

L’ospedale di Gemona non sarà un poliambulatorio, assumerà la funzione di presidio ospedaliero della salute e come tale avrà degenze per malati in fase post acuta, e per malati che necessitano di riabilitazione sia su 24 ore che day hospital, tutte le specialità ambulatoriali, un centro per l’assistenza primaria dove diverse figure professionali tra cui i medici di famiglia e i medici di continuità assistenziale garantiranno un’apertura fino a 24 ore. Diagnostica e prelievi, chirurgia ambulatoriale e un punto di primo intervento sulle 12 ore. In ogni caso la trasformazione avverrà con gradualità al fine di consentire alla cittadinanza di conoscere i nuovi servizi per poterli utilizzare al meglio. Dovranno essere date tutte le informazioni e garanzie per la sicurezza e le risposte per le urgenze e le emergenze.

Nell’ Azienda sanitaria n.3 “Alto Friuli-Collinare” vengono mantenuti due Presidi Ospedalieri di base, a Tolmezzo e San Daniele. Questi saranno gli ospedali dei gemonesi quando dovranno ricoverarsi in Medicina o in Chirurgia. Avete considerato i problemi relativi alla mobilità?

I gemonesi continueranno ad avere la garanzia di essere ricoverati nelle strutture ospedaliere più indicate per il tipo di patologia, fermo restando che come già ora avviene i cittadini decidono dove rivolgersi per avere la migliore risposta. Ricordiamo che le chirurgie per dare garanzia di qualità e sicurezza devono avere casistica numerosa anche nel rispetto degli standard previsti dalla normativa nazionale.

Infine, nella legge di riforma sanitaria non si parla di risparmio economico. E’ un obiettivo della legge? Prevedete un risparmio, magari da destinare alle attività di prevenzione del territorio?

Assolutamente sì. Tutti i risparmi dovranno essere spostati per finanziare la sanità territoriale che al primo posto vede gli interventi sulla prevenzione che hanno lo scopo di evitare che le persone si ammalino soprattutto di quelle patologie croniche (come diabete o malattie cardiovascolari) che costituiscono la maggiore piaga per la salute della comunità e conseguentemente la maggiore voce di spesa della sanità.

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