2014
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Acqua, CO2 e “benstare”
Ripercorriamo la storia del progetto "carbon foot print"

Redazione

Ne avevamo parlato nel numero 93 di  PM nell’articolo titolato “Green Gemona”, dove avevamo evidenziato che il progetto promosso dall’Amministrazione comunale sulla “carbon foot print”  era certo nei costi, ma fumoso nei risultati attesi. Si sollevavano poi delle perplessità sul fatto che le stime dell’impronta di carbonio e d’acqua, stante la dimensione, la configurazione e gli aspetti ambientali presenti nel nostro territorio, non fossero una priorità e che alla fine rischiassero di rivelarsi null’altro che una azione di  “green whashing” (progetti di mera pubblicità green, ma senza  sostanza)

Ma ripercorriamo la storia del progetto.

1. Tutto inizia alla fine del 2012 quando il Comune ritiene di sviluppare (aderendo ad un’iniziativa ministeriale) un progetto di sostenibilità ambientale per la riduzione della CO2  attraverso la misura della “Carbon footprint” e la messa in atto di buone pratiche per la riduzione delle emissioni.
2. Qualche giorno dopo esce la determina dell’incarico al gruppo Rem di Udine. La giunta Urbani sceglie quest’ azienda – si legge nella delibera - poiché «opera nel campo della pianificazione e comunicazione esterna su tematiche di sostenibilità ambientale» e perché «fornisce pieno e competente supporto alle imprese che vogliano ottenere la certificazione “carbon foot print”». C’è quindi una chiara volontà di ottenere questa certificazione da parte del Comune (è la UNI ISO/DIS 14067). Il costo dell’operazione è  in totale di 24.000 euro.
3. Successivamente la Rem presenta il suo progetto, in cui si dice esplicitamente che si faranno «analisi sul campo e valutazione della consapevolezza della sostenibilità». Tutto il resto sarà comunicazione. Da notare che nel progetto è prevista una  visita della committenza presso la sede comunale. Ulteriori visite dovranno essere rimborsate. La durata del progetto sarà di 12 mesi.
4. Nel febbraio 2013 viene firmato l’Accordo Volontario tra il Comune di Gemona e il Ministero dell’Ambiente per – si legge nell’apposito  comunicato stampa – «la promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi, riduzione e neutralizzazione dell’impatto sul clima del Comune, con l’obiettivo di realizzare un modello di ‘’comune sostenibile’’».
5. Il 23 dicembre 2013, un anno dopo la presentazione del progetto, viene affidato un altro incarico di 24.000 euro al Gruppo REM. Le attività previste sono:
«- servizi di divulgazione e promozione delle attività realizzate dall’Ente;
- realizzazione di una scheda informativa per comunicare alla cittadinanza il percorso intrapreso ed i risultati;
- analisi e strategia di social media marketing in ambito green».
6. Viene prodotto un questionario alle aziende e famiglie ma con scarsi ritorni.
7. E il calcolo dell’impronta di carbonio?

A distanza di due anni dal suo avvio, il progetto “Carbon footprint” (a cui per strada si è aggiunto il“Water footprint”, per la medesima spesa di 24.000 euro) sembra però ancora in alto mare. Nonostante i circa 50 mila euro spesi con incarichi diretti a una Agenzia di comunicazione di Udine, la firma di un impegnativo protocollo d’intesa con l’ex ministro all’ambiente Corrado Clini (ora indagato per corruzione su progetti esteri) e una costosa campagna pubblicitaria, ad oggi non è stata presentata alcuna certificazione per il calcolo dell’“impronta del carbonio” e nemmeno dell’“impronta idrica”, premessa necessaria per la formulazione di politiche ambientali mirate alla riduzione della CO2 sul territorio comunale.

Per fare chiarezza sullo stato d’avanzamento del progetto e su cosa eventualmente non sia andato per il verso giusto, giunge ora una interpellanza presentata lo scorso 6 ottobre da “Scelgo Gemona”. Nel documento si chiede al sindaco Urbani di precisare molte questioni inerenti gli incarichi e il progetto, lo stato dell’arte del protocollo firmato con l’Agenzia Ministeriale e i tempi per la sua conclusione e soprattutto quali saranno i futuri costi e le azioni preventivate. Si chiede inoltre di chiarire le modalità e le procedure che hanno portato alla scelta del Gruppo Rem Communication quale partner per la  realizzazione e la diffusione del progetto. Renderemo conto della risposta dell’Amministrazione sul sito (www.pensemaravee.it).
Stando così le cose, sembra a questo punto più interessante (ed utile)  la volontà espressa dal Sindaco, perlomeno stando alle dichiarazioni sulla stampa, di dire stop al consumo e impermeabilizzazione del suolo e di riqualificare il paesaggio del territorio rurale di Gemona. Ma su questo importante aspetto, i cui particolari dovrebbero essere specificati nel “Piano struttura” che la Giunta comunale ha appena approvato (ma di cui non è dato ancora di conoscere i contenuti),  ci riserviamo di fare futuri approfondimenti. Pense e Maravee ne sottolinea l’importanza e l’urgenza fin dalla sua non recentissima nascita: correva l’anno del signore 1991.

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