Ambiente

Per quanto tempo avremo ancora il Lago di Cavazzo?

Il fango depositato costantemente dalla centrale di Somplago determinerà la scomparsa del Lago in poco più di 100 anni. Ecco cosa fare per salvarlo.

Che cosa sta succedendo al Lago di Cavazzo? È importante che anche i gemonesi siano al corrente di quando sta accadendo al Lago di Cavazzo, è infatti un patrimonio naturalistico e turistico importante per tutto il nostro territorio e merita attenzione da parte di tutti i cittadini. Grazie all’incessante lavoro dei Comitati per la difesa e valorizzazione del lago, i problemi ad esso legati e alla gestione delle acque sono stati portati all’attenzione dell’opinione pubblica ma soprattutto della Regione e anche di esperti e di ricercatori.

È noto che la centrale idroelettrica di Somplago, entrata in funzione negli anni ’50, ha profondamente sconvolto il lago e le sue caratteristiche. Lo scarico controllato dell’acqua, proveniente dall’invaso di Verzegnis, nel corso degli anni ha prodotto una serie di impatti fortemente negativi. Il livello si è abbassato, riducendone la superficie e cambiandone il contorno. L’acqua gelida che scende dalla montagna ha reso il Lago non più adatto alla balneazione. Quando piove in Carnia l’acqua scaricata nel Lago dalla centrale è torbida e porta in sospensione il fango che si deposita sul fondo e che via via si accumula sul fondale impedendo ogni forma di vita e determinando la scomparsa delle specie ittiche autoctone.

I calcoli documentati ed effettuati da diversi esperti sull’apporto di fango dallo scarico della centrale concordano nello stimare in poco più di 100 anni il tempo del riempimento del Lago.

Le ricerche condotte recentemente dall’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR confermano che il fondale è ridotto ad una lunare distesa di fango accumulato con notevoli spessori variabili a seconda delle correnti.

Che fare dunque? Si tratta pur sempre di una centrale che produce energia idroelettrica importante per limitare le emissioni di CO2 e contribuire a ridurre le cause dei cambiamenti climatici.  La soluzione proposta e supportata da studi e progetti è quella di realizzare un canale di by-pass che convogli le acque della centrale direttamente all’emissario del lago senza interessare lo specchio lacustre.

In questo modo eviteremmo il riempimento e la conseguente scomparsa del lago e potremmo riportarlo ad una condizione di naturalità “pre centrale” con il ritorno della vita nel fondale e di specie ittiche, l’acqua ad una temperatura adatta alla balneazione e a generare un microclima favorevole nella vallata.

A seguito dell’intensa attività dei Comitati per la difesa e valorizzazione del lago, la Regione, grazie all’interessamento dei Consiglieri regionali di tutti gli schieramenti, si è fatta carico del recupero della naturalità e fruibilità del lago. Il Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA), varato nel 2018, prevede espressamente che per il Lago di Cavazzo dovrà “essere valutata la fattibilità tecnico – economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”. Inoltre la Legge regionale 3/2018 autorizza la Regione a indire un concorso di idee, per la predisposizione di un progetto di rinaturalizzazione e valorizzazione ambientale e turistica.

L’acqua del Lago è oggetto di attenzione anche da parte del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana a causa della crescente domanda di acqua per l’irrigazione dovuta anche ai cambiamenti climatici e ai conseguenti periodi estivi molto caldi e siccitosi. Esiste già un progetto per captare l’acqua in uscita dal Lago e convogliarla dall’altra parte del Tagliamento nel Canale Ledra all’altezza di Ospedaletto. Se ciò dovesse essere realizzato senza il canale di by-pass delle acque di scarico della centrale, il Lago diventerebbe il bacino di riserva per l’agricoltura friulana, compromettendo ancora di più l’ecosistema e la fruizione turistica.

La costruzione del by-pass potrebbe invece mettere insieme queste due esigenze convogliando le acque in uscita dalla centrale direttamente al Consorzio di Bonifica senza passare dal Lago.

L’acqua convogliata al canale Ledra comporterebbe comunque una ulteriore sottrazione di acqua al Tagliamento e al suo ecosistema e anche all’alimentazione delle falde da cui prendiamo l’acqua potabile.

Ecco dunque come tutti gli usi dell’acqua siano tra loro connessi e spesso in competizione tra loro; di conseguenza dovremmo chiederci se sia utile, sostenibile destinare acqua sottraendola al Tagliamento per irrigare culture molto esigenti quali mais e soja o se non ci possa essere una conversione verso colture meno esigenti e più adatte al nostro ambiente come ad esempio i cereali autunno vernini.

Tornando all’uso dell’acqua per la produzione di energia, da tempo è stata avanzata dai comitati la richiesta, sull’esempio delle Regioni Autonome Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, che anche la nostra Regione Autonoma costituisca una propria società energetica che acquisisca le concessioni e le centrali idroelettriche. Tale scenario è contenuto anche in una proposta di legge regionale del febbraio 2017 sottoscritta dai consiglieri di tutti i gruppi consiliari, tra cui anche il Sindaco di Gemona Roberto Revelant allora in qualità di Consigliere regionale. Ciò faciliterebbe anche la risoluzione delle criticità del lago e, più in generale, permetterebbe una gestione più attenta delle nostre acque a vantaggio del territorio e dei suoi abitanti.

Il Lago di Cavazzo, grazie all’impegno dei comitati ma anche di Legambiente, di altre associazioni e istituzioni, si trova oggi al centro di una questione molto più grande e diventata di vitale importanza: la gestione di usi dell’acqua fondamentali per la nostra vita: energetico, irriguo, potabile, l’economia ad esse collegata e la salvaguardia degli ecosistemi che garantiscono il ciclo dell’acqua (fiumi, laghi, falde, ecc).

Abbiamo di fronte una formidabile opportunità, far diventare le scelte che saranno effettuate sul Lago come un esempio di una buona politica sull’acqua da applicare anche in altri molti casi che abbiamo in Regione. La rinaturalizzazione del Lago di Cavazzo può diventare oggi realtà! E ciò sarebbe un bene per tutti noi e per le generazioni future. Tutti i cittadini è bene mantengano alta l’attenzione su questo tema e chiedano ai Comuni e alla Regione una sua concreta attuazione.

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *